Ultimamente su Netflix stanno uscendo miriadi di Drama asiatici e quando l’indecisione su quale KDrama guardare diventa insostenibile – perché c’è troppa roba che voglio guardare – mi rivolgo a Netfilx in cerca di altro.
Questa volta sono incappata in questa strana ma interessante serie, targata Giappone 2017.

Trama: Michima Shin – interpretato da Noda Yojiro– è un romanziere trentenne, frustrato e segnato dal perenne insuccesso dei suoi titoli, nonostante il premio vinto dal suo romanzo d’esordio. E’ poco più che una delle tante ombre che appaiono periodicamente nel panorama editoriale. Scrive i suoi romanzi nella solitudine della sua casa enorme seguendo una semplice regola autoimposta: nei suoi libri non muore nessuno.
Un giorno, inaspettatamente, la sua solitudine si popola. Qualcuno ha mandato degli “Inviti” e cinque donne hanno risposto. E’ così che inizia l’assurda convivenza di Michi con le “Donne da un milione di Yen.”
Le regole sono semplici: le donne devono pagare tutti i mesi un milione di yen – poco più di 8.000 euro, circa – per vivere con l’autore, Michi non può fare nessun tipo di domanda personale alle donne, si deve prendere cura di loro e devono consumare i loro pasti tutti assieme.
Ogni donna ha un motivo che l’ha spinta lì e nulla è lasciato al caso.
Purtroppo non è semplice recuperare immagini di questa meravigliosa serie da 12 brevi episodi, credo sia rimasta molto di nicchia ed è davvero un peccato. Tratto dal manga omonimo firmato dal mangaka Shunju Aono, pubblicato sulla rivista di Seinen manga Big Comic Spirit, Million Yen Woman è capace di farti sentire il peso dei traumi che affliggono le sei figure attorno alle quali si dipana la trama.
Come ho già detto nella mia precedente recensione non sono una fan della cinematografia nipponica in generale, ma la trama è sufficientemente interessante da avermi fatto ignorare certe scelte. Il regista Fuji Michihito è stato molto bravo a dirigere un qualcosa di così “lento” mantenendo sempre una certa dose di suspense che non ti fa staccare dallo schermo.
Lo consiglio sicuramente a chiunque piaccia il genere del thriller psicologico e vi assicuro che ci sono alcuni piccoli colpi di scena che lasciano estremamente soddisfatti.